Purificatori d’aria, come funzionano e a cosa servono

Una ventata d’aria fresca

È una cosa che si tramanda di generazione in generazione: alla mattina, la prima cosa da fare una volta alzati è rinfrescare la casa. Aprire le finestre di casa per permettere di “arieggiare le stanze” non serve solo a smaltire la CO2 che abbiamo accumulato in casa durante il giorno e la notte, ma anche per ripulire l’aria di casa da polvere, composti volatili organici, gas prodotti durante la cottura dei cibi, acari, batteri e sì anche virus. Un purificatore d’aria è un elettrodomestico che essenzialmente simula in una certa misura l’effetto di un ricambio d’aria nella nostra casa.

È costituito da una sezione di filtraggio, composta da opportuni filtri pensati per i diversi componenti da trattenere, e quindi un sistema di ventilazione che permette di aspirare aria dall’ambiente, filtrarla e rimetterla in circolazione “ripulita” da tutti quegli agenti che potrebbero danneggiare la nostra salute.

Il condizionale è importante: se è vero che polvere, acari, pollini possono essere molto fastidiosi per chi soffre di forti allergie con sintomi asmatici, non ci sono studi scientifici che dimostrino l’efficacia dei purificatori d’aria sulla salute, quanto meno non più, appunto, dell’apertura regolare delle finestre di casa e la normale pulizia dell’ambiente.

Fatta questa premessa, un purificatore d’aria, se ben dimensionato rispetto all’ambiente in cui verrà utilizzato e dotato dei filtri giusti, ha sicuramente dei benefici.

Oltre al tradizionale filtro anti-polvere, un buon purificatore d’aria, per essere veramente utile, deve essere dotato quanto meno di filtri HEPA e a carbone attivo. Il filtro HEPA, acronimo che sta per High Efficiency Particles Air, è pensato per trattenere particelle sospese nell’aria letteralmente microscopiche, vale a dire dell’ordine dei micron.                                                  

L’efficienza di questi filtri viene valutata sulla capacità in percentuale di trattenere particelle da 0,3 micrometri, ma molti produttori dichiarano di utilizzare filtri capaci di trattenere particelle fino a 0,01 micrometri, come i virus appunto. I filtri HEPA sono responsabili per l’efficace purificazione dell’aria da polvere, acari, pollini e batteri.

Il filtro a carbone attivo ha invece l’importante compito di intrappolare i composti organici volatili.

Si tratta di una delle principali fonti di inquinamento domestico, visto che stiamo parlando di composti prodotti da vernici e solventi di cui sono rivestiti ad esempio mobili, oggetti, pavimenti in legno, materiali che lentamente rilasciano nell’ambiente queste sostanze che possono essere molto pericolose per la salute umana, fino ad essere anche cancerogene, come la formaldeide.

I migliori purificatori hanno anche uno stadio di filtraggio ulteriore per la riduzione della presenza di gas prodotti dalla combustione dei fornelli e caldaie, come il pericoloso biossido di azoto e di zolfo.

Fonte: dday.it

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